tram tram


parla di sogni come fossero biglietti da timbrare prima di partire.

mi chiede qual’è la fermata giusta dove scendere, il mio consiglio è di non farlo mai.

arriva il tram e vorrei fare come quelli che aspettano il successivo perchè il primo è troppo pieno ma proprio non ci riesco.

salto su spingendo un po’, è una lotta tra piccoli egoismi per strappare uno spazio dove potersi chiudere nella propria bolla. perchè si condivide il viaggio ma non la meta.

il movimento placa gli animi, addormenta i bambini, cristallizza il tempo come fosse zucchero filato sulle labbra, e fermarsi diventa come un singhiozzo inaspettato che risveglia dal torpore. figurati se sono il tipo che prenota le fermate, sono uno schiavo delle emozioni, non ho la testa per preoccuparmi in anticipo. eppure al momento giusto mi metto pure a correre.

forse è questo il punto, non ho mai imparato ad aspettare.