la sera del mio compleanno


so che ti innervosisce

mà etoile

tesoro

abbracciami

fa freddo quà

solo libri intorno a me

pagine fredde come l’impersonalità che le permea

io voglio parole calde, carta che sa delle dita di chi scrive lettere d’amore.

voglio l’inchiostro sfumato di chi l’ha toccato ancora sciolto

le buste

chiuse dalla tua lingua

non serviran francobolli

le lettere vagano in modo ordinato

come pezzi d’un puzzle che si compie con l’abbandono

un pezzo cade, un pezzo si rompe, un pezzo si perde.

cos’è un puzzle senza un frammento?

è come un uomo che aspetta una lettera ed affoga nei giorni

d’attesa

di noia

di quel rumore che fa la gola al risveglio

del respiro pesante in notti vuote, in stanze troppo leggere, col respiro d’un solo.

tesoro mi pensi?.

questi secondi che s’affollano, volgiosi di vacanza

pensavo che un giorno mi chiamerai, telefonerai

la tua voce come sempre, la tua voce ormai spenta sotto la polvere

è scura la polvere, sai?.

poi la notte mi alzo

per bere

ti cerco a tastoni nel letto

mi lascio andare su quel lato così pieno di vuoto

annuso il materasso, è tutto così penoso

ho perso la tua foto

piango spesso, questa pena di vuoto.