oggi ho visto un fantasma.
ero lì al reparto dei biscotti, con in una mano i pelati
e nell’altra del vino rosso (alla faccia di chi non lo beve d’estate).
stava per cadermi tutto in terra.
capelli biondi, lunghi ma sembrava esserseli tagliati da sola.
si vede che i fantasmi non hanno il parrucchiere -ho pensato.
aveva ai piedi delle espadrillas azzurre e una gonna jeans di quelle
che ne conosco bene.
e le si nascondeva il viso tranne quelle labbra imbronciate.
per un attimo ho sentito l’effetto truman show.
mi sono inchiodato a guardarla sfilare per il corridoio dei detersivi
e scomparire, in tre metri di supermercato.
pirla, cos’altro ti aspettavi da un fantasma.
finisco a cercare di ingabbiare gli spiriti maligni, infilando la testa nella cella frigo, come un ghostbuster armato di surgelati. ma non serve a
nulla, il fantasma riappare e mi gironzola intorno, con quel fare
finto nonchalant di chi si imbuca a una festa
e fa finta di non vedere il festeggiato.
mi finisce dietro, in coda alla cassa e nel frattempo,
senza accorgermi ho comprato mezzo negozio.
è il suo turno e chiede aiuto al cassiere, che le prende uno
spazzolino da denti, da uno scaffale fin troppo alto.
che tenera –penso– mentre raccatto i miei trecento sacchetti, ed esco.
di colpo il caldo asfalto di luglio mi risveglia:
mi sa che devo cambiare supermercato.