torno a casa e ti trovo a bere acqua zuccherata, seduta sul davanzale della finestra. lo sguardo fisso fuori, su quel giardino che ho sempre pensato non sarei mai riuscito a varcare insieme a te.
accarezzi la tazza col cucchiaino senza farci caso, mi hai sentito rientrare, vedo.
-perchè mi guardi così?
facciamo progressi, vedo.
-hai comprato delle nuove lenzuola senza chiamarmi?
-sei venuto qui per rompere?
-eravamo d’accordo che mi avresti chiamato prima di lanciarti in acquisti impulsivi
-sei sempre il solito; dove vuoi dormire stasera, sul materasso?
silenzio
ti guardo con una voglia a metà tral’tirarti un abbraccio e dirti che chissenefrega se hai speso una marea per un set da letto che finiremo per usare tre mesi in croce. lo so quanto ami le lenzuola comode.
-mi metti ansia, lo sai che la domenica sono sempre in ansia
-vieni qui
e mi sdraio sulla moquette
ti siedi a fianco a me
-ci pensi mai, che un giorno così non torna più?
-non lo so, dai dammi un attimo e vedi che mi passa
vado in cucina a farmi un tè, mentre accendi la tua classica sigaretta.
e alla fine no, non ci siamo mai entrati assieme in quel giardino.